diario daniele cassioli

26 aprile 2018

Nella scuola le verifiche svolgono un ruolo predominante, poiché la maggior parte degli insegnanti le considerano l’unico strumento per valutare l’apprendimento di un alunno.
Gli strumenti di valutazione pongono spesso gli insegnanti davanti alla domanda: “Quali sono le migliori metodologie per valutare gli alunni?”.
L’obiettivo al quale la scuola dovrebbe auspicare è quello di trovare delle metodologie che si possano adattare alle esigenze di tutti, ma essendo ben lontani da questo ambizioso traguardo cerchiamo di soffermarci su alcuni aspetti.
In questo articolo vorrei porre l’attenzione su due misure dispensative che potrebbero essere integrate: il sottoporre meno quesiti allo studente e il fornirgli maggior tempo per completare la prova di valutazione.
Il fornire una prova con meno quesiti ha l’obiettivo di richiedere allo studente un minor numero di esercizi senza abbassare le richieste, infatti è importante verificare tutti i contenuti e tutte le competenze apprese. 
Questa strategia può essere utile per andare incontro alle necessità degli alunni che hanno bisogno di tempi più lunghi per approcciare le prove di valutazioni ma questo non vuol dire necessariamente abbassare le richieste ed eliminare gli esercizi più esigenti.
La seconda misura presa in considerazione è il fornire un maggior tempo agli studenti in modo da non ridurre i quesiti nella prova di verifica.
Queste due misure dispensative dovrebbero essere usate in modo integrato poiché in alcuni casi sarà necessario attuarne una mentre in altri si presenterà la necessità di utilizzarle entrambe.
Nei differenti gradi di istruzione si presentano delle situazioni differenti. Ho potuto osservare che nella scuola primaria solitamente si sceglie di fornire più tempo a chi ne ha bisogno sottoponendo a tutti gli alunni la stessa prova e indicando di consegnare quando si è finito, mentre nella scuola secondaria, sia di primo sia di secondo grado, per motivi di tempo si prediligono prove differenziate. Le cose cambiano ancora all’università, dove si ritorna a sottoporre a tutti le stesse prove di valutazione fornendo tempi aggiuntivi a chi ne ha bisogno e ne fa richiesta.
Ogni docente può utilizzare queste misure come ritiene più opportuno tenendo conto di tutte le variabili presenti nell’ambiente scolastico e nella specifica classe in cui si è inseriti.

Dott.ssa Samantha Bruno

psicologiaapezzi.com            

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