diario daniele cassioli

17 maggio 2018

In alcuni precedenti articoli abbiamo brevemente preso in considerazione gli strumenti compensativi e le misure dispensative.

In questo nuovo articolo ho pensato di riproporre un esempio di come questi possano essere utilizzati in modo integrato.

Partiamo da una domanda per poi riflettere sulla situazione: “Come organizzare una verifica sulle moltiplicazioni quando alcuni alunni non hanno automatizzato le tabelline?”.

Nella più semplice delle ipotesi l’insegnante non utilizza strumenti compensativi e misure dispensative e tutti svolgono le moltiplicazioni come riescono.

In alternativa, l’insegnante potrebbe dire agli alunni di rivolgersi a lei quando non si ricordano le tabelline (misura dispensativa), in questo caso gli alunni più insicuri potrebbero chiedere spesso conferma anche se hanno automatizzato le tabelline; l’insegnante dovrà girare tra i banchi fornendo le informazioni agli alunni; un ingente numero di errori dovuti alle tabelline sbagliate potrebbe essere giustificato dalla non automatizzazione ma anche dalla poca consapevolezza della propria difficoltà.

L’insegnante potrebbe fornire la tavola pitagorica (strumento compensativo) agli alunni che non hanno automatizzato le tabelline, così che loro possano concentrarsi sullo svolgimento delle moltiplicazioni e poter così valutare solo quest’ultima competenza. Oppure dovendo valutare solo la procedura per lo svolgimento delle tabelline l’insegnante potrebbe fornire la tavola pitagorica a tutti gli alunni e lasciare loro liberi di consultarla oppure no.

In merito alle scelte da poter fare non è finita qui, perché agli alunni che consultano l’insegnante o la tavola pitagorica necessitano di più tempo rispetto a chi ricorda le tabelline a memoria. Si potrebbe pensare di non definire un tempo limite nei casi in cui tutti gli alunni possono accedere a queste informazioni, mentre si potrebbe fornire tempo aggiuntivo (misura dispensativa) a chi utilizza gli strumenti compensativi nel caso in cui questi non siano messi a disposizione di tutta la classe. 

Questo esempio vuole evidenziare come non ci siano scelte giuste o sbagliate in assoluto, ma che ogni insegnante dovrà valutare cosa è meglio per fornire alla propria classe le migliori opportunità d’apprendimento.

Dott.ssa Samantha Bruno

psicologiaapezzi.com            

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