diario daniele cassioli

8 febbraio 2018

Alcuni bambini imparano a contare con naturalezza, mentre altri devono essere accompagnati e per rendere questa attività più piacevole si possono utilizzare diverse strategie e quella di cui oggi vi voglio parlare utilizza l’apprendimento cinestetico.

Imparare a contare è un’abilità che necessita del tempo per essere appresa e alcuni bambini l’acquisiscono prima di entrare nella scuola primaria perché stimolati da alcune situazioni che osservano intorno a loro.

Ma quando i bambini presentano una difficoltà visiva? Viene naturale contare a voce e riproporre più volte l’enumerazione affinché ci sia un apprendimento uditivo-verbale, quindi che sfrutta il canale uditivo e la ripetizioni di numeri.

A mio avviso, però, il metodo appena descritto può risultare un po’ noioso e poco accattivante per i nostri bambini, quindi nel mio lavoro mi sono interrogata sulle modalità con le quali è possibile attrarre l’attenzione sul compito e renderlo più piacevole.

La risposta che mi sono data è quella di inserire nell’apprendimento dell’enumerazione dei numeri delle componenti motorie che potessero attivare l’apprendimento cinestetico perché il movimento, di ampiezza più o meno elevata, rende più significativa il compito.

Le due attività che al momento ho trovato più utili sono state il contare alcuni oggetti tutti uguali; il contare in avanti saltando come rane e il contare indietro camminando come gamberi.

Il conteggio di oggetti tutti uguali prevede che il bambino abbia tutti gli oggetti in un contenitore, quindi in un’area circoscritta, e che debba spostarli uno a uno in un altro contenitore contandoli. Rispetto alla tipologia di oggetti cercate voi quelli che possono essere più significativi per il bambino che avete davanti, si possono anche inventare storie giustificando il perché si debbano contare. Nel mio caso ho inventato che c’erano una mamma e un papà che una volta tornati a casa dovevano contare tutti i loro numerosi bambini, in alternativa possono essere maestre che dopo la gita tornano a scuola e devono controllare che tutti gli alunni siano rientrati in classe.

La seconda attività invece prevede che i bambini saltino in avanti partendo da zero e camminino all’indietro contando a ritroso partendo da un qualsiasi numero e raggiungendo il numero zero. Ricordo che il nostro obiettivo in questa circostanza non è la correttezza del gesto motorio, quindi è opportuno che il bambino sia in sicurezza e che salti con o senza l’aiuto dell’adulto. Questa attività può essere poi di aiuto per introdurre i concetti matematici dell’addizione e della sottrazione.

Quelli che qui ho esposto sono solo alcuni esempi che ho tratto dal mio lavoro, ma ritengo che ogni attività debba essere progettata tenendo conto in primis del bambino, quindi non credo che queste strategie siano adatte a tutti e che siano le uniche.

Conoscete il bambino, interrogatevi e progettate in base a ciò che può coinvolgerlo maggiormente.

Dott.ssa Samantha Bruno

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