diario daniele cassioli

12 ottobre 2018

Il materiale scolastico è la scatola degli attrezzi di uno studentee così come un impiegato si deve preoccupare di avere a disposizione un pc con i software di cui ha bisogno e che conosce molto bene, un alunno deve avere a disposizione ciò che gli serve e deve sapere come utilizzarlo.

Partiamo dall’accessibilitàdei materiali scolastici. Ogni alunno dovrebbe accedere al proprio materiale scolastico e questo non avviene soprattutto con gli alunni con disabilità, poiché per distrazione o perché gli adulti non ci pensano si dimentica che qualunque strumento è prima di tutto dell’alunno.

Prendiamo come esempio il diario in una classe prima della scuola primaria, la maggior parte degli alunni non sanno leggere ma se hanno un avviso sul diario devono essere in grado di aprire il diario alla pagina del giorno e far leggere all’insegnante quanto scritto dai genitori. Perché questo non dovrebbe avvenire anche per un alunno con disabilità visiva? Basterebbe rendere accessibile lo strumento in base alle caratteristiche dello studente e insegnarli l’utilizzo.

Questo è un semplice esempio per render chiaro come ogni strumento deve essere adattato all’alunno e deve permettergli di essere quanto più autonomo possibile nel suo utilizzo, quindi l’accessibilità degli strumenti per gli alunni con disabilità non è scontata ma non per questo è impossibile. A volte basta impegno e creatività q. b. (quanto basta).

Un aspetto altrettanto importante è il senso di responsabilitàche l’alunno deve avere per il proprio materiale. Premesso che la maggior parte degli alunni presenta poca cura per le proprie cose, è importante che gli alunni con disabilità non si deresponsabilizzino poiché la loro penna, il loro diario o il loro libro sono utilizzati anche dagli insegnanti e dai genitori.

Frasi del tipo “La mamma (o la maestra) non me lo ha messo in cartella” non dovrebbero essere accettate perché questo induce lo studente a pensare che non è importante che lui si prenda cura del suo materiale perché c’è sempre qualcuno che lo fa al posto suo.

Dott.ssa Samantha Bruno

psicologiaapezzi.com            

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