Come impara a muoversi un bambino?
Guarda gli altri, ne osserva i movimenti, le posture e le azioni e ripete.
Per un bambino che non vede questo è impossibile. L’opportunità di imitare gli altri è completamente cancellata dalla cecità.
Rimane solamente l’esperienza, la possibilità di fare, di cadere e di riprovare.
Questo è stato l’intento della nostra iniziativa: portare i bambini a fare esperienza, a sperimentare attraverso tentativi ed errori, schemi motori che a scuola, per strada o in casa magari non sono così semplici da provare.
Mi è venuto alla memoria il Daniele bambino, spinto dai genitori a camminare da solo nel corridoio di un hotel, a saltare gli ultimi tre gradini di casa, ad andare in bicicletta sorvegliato dai loro occhi vigili, a giocare a pallone nel garage di casa.
Questa è la base di quella che si chiama alfabetizzazione motoria ovvero apprendere l’ABC del movimento e da lì crescere nella direzione che più si presta al singolo individuo e quindi arrivare da adolescenti a fare lo sport che si desidera.
Senza questi passi l’approccio all’attività sportiva sarà sempre carente: se non hai l’ABC come fai a imparare le parole e poi le frasi?
Spingere i bambini a sperimentare ha altre infinite chiavi positive: l’abbandono del contatto, la consapevolezza del proprio corpo e l’autostima tipica dell’apprendimento che va a buon fine.
Anche i risvolti sociali futuri sono incalcolabili: rimuovere le tipiche stereotipie che riguardano i nostri piccoli è il miglior aiuto possibile per la costruzione di rapporti sani, soprattutto in età scolare. Mi spiego meglio: i ragazzini allontanano, escludono chi tende ad avere comportamenti a loro estranei (testa bassa, saltellare sul posto o dondolare). Possiamo discutere se questo atteggiamento sia corretto o meno ma intanto è così, intanto gli anni passano, tutti crescono e si rimane soli o poco accompagnati.
D’altronde voi, a un colloquio di lavoro, dondolereste? Andreste a testa bassa? O quando uscite con una persona che vi piace che parte di voi volete che emerga? Quella stereotipata o quella sicura?
La base della sicurezza motoria in un bambino cieco si costruisce da piccoli, facendo provare esperienze motorie sempre nuove, stimolanti e coinvolgenti.
Spingere i bimbi a dare il massimo vuol dire provare a regalargli un futuro sociale, psicologico e fisico più solido e una vita migliore. Gallery