diario daniele cassioli

15 marzo 2018

Lo svolgimento dei compiti a casa dovrebbe essere un’esercitazione di un apprendimento avvenuto a scuola oppure un’attività nuova con la quale lo studente deve mettersi alla prova, ma a volte si trasforma in una vera e propria tortura per l’intera famiglia.

Per poter alleviare la fatica derivata dallo svolgimento dei compiti può essere utile occuparsi della sua organizzazione; infatti quando noi vogliamo che qualcosa venga davvero bene investiamo delle risorse per capire qual è l’idea che abbiamo in testa; per pianificare i momenti salienti e per procurarci ciò di cui abbiamo bisogno per raggiungere il nostro obiettivo.

Dopo aver riflettuto sul luogo dove si svolgono i compiti e su come organizzare i tempi, con questo articolo vediamo insieme come definire le modalità di lavoro:

·     Quali compiti svolgere quando si è nel pieno delle energie e quali si possono svolgere anche in momenti in cui si inizia a sentirsi stanchi: queste sono scelte totalmente personali perché alcuni preferiscono fare le cose faticose all’inizio perché gli richiedono maggiore impegno, mentre altre preferiscono fare prima le cose semplici per avere poi la sensazione che manca poco alla conclusione del lavoro. L’importante è che tutti i compiti siano svolti per il momento della consegna.

·     Controllare oppure no i compiti: i genitori spesso controllano i compiti e a volte li correggono, ma questo non è sempre corretto. Bisognerebbe parlare con le insegnanti e concordare con loro quali sono le modalità di intervento a casa e a scuola, così che l’alunno sia supportato in modo coerente.

·     Definire le modalità di verifica: spesso dopo lo studio alcuni alunni richiedono di ripetere la lezione mentre altre volte sono i genitori che impongono questa modalità. Questa è un’esercitazione molto valida, ma è bene definire insieme quali sono i parametri per considerarsi preparati su una lezione. Infatti in alcuni casi gli studenti cercano di ripetere la lezione agli adulti quando ancora non sono ben preparati, perché hanno la sensazione che una volta superato questo ostacolo saranno liberi, provocando così estenuanti discussioni in cui i ragazzi vengono accusati di essere pigri e gli adulti di essere troppo esigenti.

Nel mio lavoro trovo che l’organizzazione richiede tempo e risorse ma spesso assicura un buon risultato, quindi consapevole delle fatiche che nascondono questi consigli sul luogo, sui tempi e sulle modalità dello svolgimento dei compiti vi invito a utilizzare quelli che sono per voi più adatti.

Dott.ssa Samantha Bruno

psicologiaapezzi.com            

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